Chapter three: Caffè istantaneo


Il giorno successivo Eleuteria si ritrovò nel letto con un gran mal di testa, pensando che fosse causato dal famoso jet lag di cui tutti le avevano parlato. Si alzò, andò in bagno, vide che erano le 12 passate e di lì a poco si accorse della meravigliosa vista che la sua stanza le offriva. Infatti c’era una bellissima finestra vetrata che un po’ ricorda quelle di un bar moderno o addirittura di un appartamento di qualche persona importante. Il paesaggio era così bello da farle perdere di vista il punto fondamentale della situazione perché infatti come potete immaginare quella non era affatto la sua stanza. Improvvisamente qualcuno la chiamò: ”Elly vieni a fare colazione, ieri sera è stato veramente da sballo! Dobbiamo assolutamente rifarlo, e chi se lo scorda più quel giro paradisiaco.” Dopo queste parole, avrebbe voluto porle così tante domande, cercava di formularle affinché risultassero più concise e dirette, ma non disse una parola anzi le uniche parole riguardavano cose futili e di poca importanza come la colazione e il tempo. Così si mise a fare il caffè istantaneo, amato dagli australiani, e continuò ad ascoltare Margot e il suo discorso su quanto si fosse divertita la sera precedente. Tuttavia la sua testa era altrove: cercava di capire come mai avesse dormito così tanto, come mai si trovasse in quella stanza e soprattutto cosa avesse fatto la sera precedente dopo l’incontro con quella ragazza; ma nulla di fondamentale le tornava in mente. Come se la sua memoria fosse stata fatta in piccoli pezzi da qualche strano marchingegno moderno e irreale. Ricordava il momento in cui Margot le chiese l’accendino, quando iniziarono a parlare del più e del meno, e quando scoprì che Margot era una ragazza francese senza dimora fissa che viaggiava insieme al suo compagno Benjamin, anche lui francese. Le aveva raccontato della loro felice amicizia nata nella loro giovinezza e di quanto avessero sempre sognato di viaggiare insieme per il mondo. Margot era non solo bella fisicamente, ma era una persona affascinante con un carattere estroverso, interessante e molto istintivo. Forse fu proprio la sua istintività che la portò a invitare Eleuteria quella sera e a cambiare definitivamente ogni suo piano. Mentre continuava a rimuginare su quanto accaduto, entrò nella stanza Benjamin che salutò ambedue le ragazze con un gentile ”salut”. Benjamin sembrava una persona totalmente diversa da Margot; calma, paziente e magari anche introversa. Era forse questo che amavano? L’essere diversi e completarsi a vicenda l’uno con l’altro?

Forse non lo sapremo mai.

Comunque sia Margot riferì a Eleuteria che aveva accettato di andare a fare un giro per la città con lei, Benjamin e altri ragazzi. Le disse inoltre che aveva bevuto davvero tanto da dimenticare determinate situazioni e persone con cui era stata in quel bellissimo giro. Per ciò le consiglio di dormire e riposare tutto il tempo necessario per ricaricare le energie. Benjamin che se ne stava tutto in disparte si rivolse a Margot dicendole che era il momento di andare,  e insieme scomparvero dalla stanza, lasciando la confusa e pensierosa Eleuteria seduta a bere il suo caffè che non aveva nessun sapore se non quello dell’acqua appena riscaldata.

CHAPTER TWO: Terra Australis Incognita


Un giorno, colta l’occasione, lasciò quel terribile posto per giungere in una terra sconosciuta a molti, l’Australia. Quale miglior luogo per uno spirito selvaggio dove ricominciare a vivere se non il continente inesplorato dei canguri? Preparò le valigie e in men che non si dica, dopo aver lottato contro i suoi familiari, i quali erano assolutamente contrari alla sua decisione e avrebbero voluto mandare la giovane Eleuteria all’università, si ritrovò sull’aereo diretto all’altra parte del mondo. La notte precedente ella decise di passarla in compagnia dei suoi vecchi e più cari amici perchè era più che sicura: ne avrebbe sentito la mancanza. I suoi amici erano più che preoccupati, ciònonostante decisero di supportarla fino alla fine e di rendere gli ultimi momenti indimenticabili. Di conseguenza non aveva avuto il tempo per pensare e per elaborare cio’ che stava accadendo. Fortunatamente il viaggio durò a lungo e Eleuteria ebbe non solo il tempo di fare amicizia con moltissimi stranieri, il che la rese euforica da morire, ma riuscì a riflettere sul mix di emozioni contrastanti che le causava i brividi. Passò da Roma a Abu Dhabi, da quest’ultimo a Pechino, Bangkok e Tokyo; attraversò due interi continenti con la sua fervida immaginazione e giunse a Sydney dove non vi era nessuno che la aspettava. L’arrivo fu qualcosa di inaspettato, in sole ventiquattro ore era giunta lontana da casa ed era circondata da gente che parlava un’altra lingua, non che questo fatto l’avesse colpita molto (era abituata a viaggiare), ma quello era il profumo della libertà e il benvenuto a una nuova vita. Finalmente era libera, libera da tutti quei pregiudizi sociali che condizionavano la sua esistenza.
Determinata, decise di uscire dall’aeroporto per andare alla ricerca di un alloggio in cui stare per un breve periodo prima di trovar casa definitivamente.

Man mano che procedeva, scopriva l’immensità di quella città e fantasticava sulla sua futura vita perdendo di vista ciò di cui aveva bisogno: un posto in cui dormire.
Sebbene avesse chiesto informazioni a diverse persone, non era riuscita a ottenere le risposte desiderate. Difatti non c’era un alloggio che costasse effetivamente poco (nel migliore dei casi 30 dollari a notte),e per giunta in camerate con tante altre persone. Ci pensò un attimo e capii che l’unica soluzione era quella di accettare l’alloggio più economico, anche perchè le permetteva di fare amicizia con giovani e viaggiatori come lei. Così giunse in un ostello situato nella periferia della città e il primo ad accoglierla fu un anziano signore con la barba bianca e lunga che le spiegò diverse cose sulla città, offrendole la mappa e cedendole le chiavi della camerata. Una volta posate le valigie, si accorse di non aver mangiato nulla e di avere un certo languorino che non la faceva dormire. Per cui scese al piano di sotto e si accorse che l’unico cibo disponibile, si trovava all’interno del distributore automatico nella hall. Prese delle patatine e si diresse fuori per fumare la sua solita sigaretta prima di andare a dormire. Lì vide una ragazza, sola in disparte che stava aspettando qualcuno.
Era poco più alta di lei, aveva gli occhi verdi, una chioma di capelli biondi che le esaltava il viso candido e la carnagione chiara: ‘sembra uscita da una favola di quelle che ascoltavo da bambina sulle gambe di mio padre’ Eleuteria pensò.
Fece finta di niente e continuò a fumare la sua sigaretta, quando all’improvviso una voce sussurrò:
‘Hai da accendere? Piacere Margot’.

sigaretta-di-notte-copia

Chapter one: Eleuteria


Eleuteria si svegliò da un terribile incubo e si accorse che il suo mondo non era altro che una gabbia da cui non riusciva a scappare. Si sentiva prigioniera di se stessa; intrappolata dalle situazioni, dal corpo e dalla mente la quale le consentiva di esplorare continenti lontani e terre misteriose che finora nessuno aveva provato a scoprire. Sebbene quest’ultima potesse alleviare il peso delle sue sofferenze, ella era sempre più convinta che non fosse abbastanza; sentiva la gravità della condizione in cui si trovava, dovuta a parer suo, alla forte chiusura mentale che la circondava. Eleuteria era coraggiosa, audace e pronta a vivere e come un gatto era uno spirito libero, andava ovunque volesse e non aveva nessun padrone. La sua vitalità era talmente intensa che coinvolgeva e appassionava chiunque la incontrasse e senza accorgersene, veniva catturata dal momento e dimenticava i bisogni degli altri. Ella si distraeva in continuazione, perchè la cosa più interessante per lei era seguire sempre esperienze nuove e progetti nuovi puntando a mete e obiettivi distinti.
Raramente era felice e non si accontentava di vivere le cose così come sono se sapeva di poter pensare a modi migliori di approcciarsi alla vita. Odiava la gente che insisteva e perseverava nel seguire tradizioni e convenzioni sociali che per lei non avevano alcun senso. Continuava a chiedersi perchè accontentare la gente e non se stessa o i suoi cari? Non riusciva a comprendere le motivazioni valide per cui non doveva fare ciò che la sua psiche le dettava: ”perchè accettare la banale condizione in cui vivono la maggior parte degli essere umani? Perchè sopportare la insignificante ripetizione quotidiana quando si possono trovare modi e vie nuove per rendere la vita più interessante?”.
Non trovava risposte alle sue domande. Così decise di mettere in atto ciò che le passava per la mente da sempre; fuggire in un posto lontano e ricominciare a vivere perchè di questo si trattava, lei non viveva più e come tutti sopravviveva.

Introduzione


Un libro che racconta il viaggio materiale e esistenziale di Eleuteria nel mondo moderno, ricco di pericoli e difficoltà. Fin da bambina si è sempre sentita fuori luogo e diversa dalla gente ”comune”, ha sempre sentito il bisogno di scappare e di ricercare cio’ che le mancava per vivere la vita come avrebbe voluto. E’ l’avventura di colei che non ha paura dell’impossibile, di una giovane donna che da sola sfida le intemperie della vita e nonostante tutto riesce sempre a superarle. E’ un po’ un’eroina odierna come Giovanna d’Arco nel quindicesimo secolo, o come Emily Pankhurst nel ventesimo secolo o addirittura come una piccola Lady D che s’imbatte negli ostacoli della famiglia e del mondo circostante. Ma sopratttutto è in ognuno di noi, lì nascosta e aspetta solo di essere risvegliata.