Tramonto palermitano


 

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I colori di Venezia 


Due innamorati al tramonto ~ Lido di Venezia 


Amsterdam 


Parco Bissuola 


Basel – Switzerland

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Santa Caterina – Sardegna

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Trieste


Eccomi di nuovo qua! Sono appena tornata da un breve viaggio durato poco più di un giorno nella famosa Trieste, città ricca di storia e di posti bellissimi. In questo breve arco di tempo sono riuscita a visitare davvero tanti musei e luoghi meravigliosi che mi hanno veramente colpita. Tra questi voglio menzionare la Risiera di San Sabba costituita da una serie di edifici costruiti nel 1898 per la pilatura del riso alla periferia della città e utilizzata durante la seconda guerra mondiale come campo di concentramento dai nazisti, il celebre Castello di Miramare costruito da Ferdinando Massimiliano nonché arciduca d’Austria e imperatore del Messico, infine la zona centrale della città costituita dal Castello di San Giusto e dai musei collocati proprio nella stessa area.

Non tutti sanno che la Risiera, situata nella zona periferica venne dapprima utilizzata dall’occupatore nazista come campo di prigionia provvisorio per i militari italiani catturati dopo l’8 settembre 1943 e soltanto verso la fine di ottobre, esso venne strutturato come Polizeihaftlager, letteralmente ”Campo di detenzione di polizia” adibito quindi sia allo smistamento dei deportati e al deposito dei beni razziati, sia alla detenzione ed eliminazione di tutti coloro che andavano contro il regime.

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Risiera di San Sabba

 

 

Consiglio di andare in questo luogo non solo perchè testimonianza storica e luogo della memoria, ma è la prova evidente della crudeltà dell’essere umano e di quanto noi tutti siamo capaci di fare per annientare gli altri.

IMG_20170414_130400Un altro luogo storico che ho amato particolarmente è stato il Castello di Miramare sia perché è collocato in una zona veramente bellissima che comprende un parco enorme e incantevole con tutte le sue fontane e i praticelli verdi, sia perché con mio grande stupore ho scoperto all’interno del Castello, assolutamente visitabile dai turisti, una delle più belle collezioni orientali che io abbia mai visto e considerando che studio lingue orientali, per me è stato come aver trovato ”il paradiso”.

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Vista del parco

Difatti ho scoperto che l’arciduca e sua moglie non solo amavano viaggiare e collezionare oggetti di valore, ma cercavano di riprodurre all’interno della loro dimora sia l’aspetto della cabine delle navi che lo stesso arciduca aveva comandato per esempio la Novara, sia di riproporre in maniera quasi personale e alternativa un’usanza iniziata già dai suoi predecessori, quella di riproporre un’intera stanza con uno stile totalmente orientale. Testimonianza di ciò è la Chinesisches Zimmer (il salotto cinese) nella quale l’arciduca fece sistemare il vasellame cinese, insieme a delle piattaforme sostenuta da intagli in legno a forma di fiori e foglie in quanto voleva richiamare l’effetto delle lacche cinesi stesse.

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Salotto cinese (Lampadario)

Inoltre al centro della stanza vi è uno stupendo lampadario che illumina parte della stanza, già illuminata grazie alla luce filtrante delle finestre.

Oltre a ciò vi è anche il salotto giapponese che pur presentando delle caratteriste giapponesi quali per esempio la boiserie delle pareti che riproduce i fusti dei bambù o ancora i pannelli in lacca con composizioni di fiori e uccelli, rimane legato alla forte tradizione della cineseria settecentesca.IMG_20170414_132323

Dunque la residenza è ricca di stanze particolari e di opere inestimabili che confermano l’esotismo e il gusto dell’arciduca, che è inoltre presente anche in una stanza detta ”turca” situata nel Castelletto.

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Un’ultima tappa della città è stata il Castello di San Giusto dentro il quale non sono potuta entrare, ma che considero una tappa fondamentale insieme al museo civico di Storia e Arte dove sono presenti tantissimi oggetti egiziani, romani, greci e addirittura maya che consiglio di non perdere soprattutto per chi è amante dell’archeologia e della storia.

Fonti:

Massimiliano e l’Esotismo nel Castello di Miramare (libro acquistabile all’interno del museo del Castello).