Venice

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Basel – Switzerland

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Santa Caterina – Sardegna

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Memorie of Amsterdam

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Libertà o solitudine?

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Si svegliò da un terribile incubo e si accorse che il suo mondo non era altro che una gabbia da cui non riusciva a scappare. Si sentiva prigioniera di se stessa; intrappolata dalle situazioni, dal corpo e dalla mente la quale le consentiva di esplorare continenti lontani e terre misteriose che finora nessuno aveva provato a scoprire. Sebbene quest’ultima potesse alleviare il peso delle sue sofferenze, ella era sempre più convinta che non fosse abbastanza; sentiva la gravità della condizione in cui si trovava, dovuta a parer suo, dalla forte chiusura mentale che la circondava. Ella era coraggiosa, audace e pronta a vivere e come un gatto era uno spirito libero, andava ovunque volesse e non aveva nessun padrone. La sua vitalità era talmente intensa che coinvolgeva e appassionava chiunque la incontrasse e senza accorgersene, veniva catturata dal momento e dimenticava i bisogni degli altri. Ella si distraeva in continuazione, perchè la cosa più interessante per lei era seguire sempre esperienze nuove e progetti nuovi puntando a mete e obiettivi distinti.

Raramente era felice e non si accontentava di vivere le cose così come sono se sapeva di poter pensare a modi migliori di approcciarsi alla vita. Odiava la gente che insisteva e perseverava nel seguire tradizioni e convenzioni sociali che per lei non avevano alcun senso. Ella continuava a chiedersi perchè accontentare la gente e non se stessa o i suoi cari? Non riusciva a comprendere le motivazioni valide per cui non doveva fare ciò che la sua psiche le dettava. Perchè accettare la banale condizione in cui vivono la maggior parte degli essere umani? Perchè sopportare la insignificante ripetizione quotidiana quando si possono trovare modi e vie nuove per rendere la vita più interessante?

Non trovava risposte alle sue domande. Così decise di mettere in atto ciò che le passava per la mente da sempre; fuggire in un posto lontano e ricominciare a vivere perchè di questo si trattava, lei non viveva più e come tutti sopravviveva.

Un giorno qualunque, colta l’occasione, lasciò quel terribile posto per giungere una terra sconosciuta a molti, e riprese a vivere. Finalmente era libera, libera da tutti quei pregiudizi sociali che condizionavano la sua esistenza. I giorni e i mesi passavano nelle grandi metropoli; incontrava molta, moltissima gente ed esplorava e vedeva tanti, tantissimi posti, ma ancora qualcosa mancava. Nonostante avesse incontrato una persona simile e diversa con cui condividere le sue avventure, più restava lì, più sentiva un senso di vuoto imperterrito accrescere dentro di lei che la confondeva e la rendeva infelice.

Pertanto capì che stava accadendo di nuovo, si sentiva nuovamente chiusa in un pollaio dove non solo vi erano galline, ma anche galli che pretendevano il dominio su tutto e tutti. Si sentiva umiliata, abbandonata, sola e più urlava e più non veniva ascoltata come se tutti la ignorassero o addirittura fossero completamente sordi. Ecco aveva ottenuto la libertà, la amata libertà che desiderava da tempo. La libertà… Ma cos’è la libertà? La brami, la desideri così tanto a tal punto che fai di tutto per ottenerla, ma a un certo punto essa degenera. In che cosa? Nella solitudine più totale. Preferiresti essere totalmente libero e solo, o solo ma non libero? Ma soprattutto che cos’è la libertà senza la felicità? Puoi essere totalmente libero e infelice, come puoi essere veramente felice e non libero. Ma per quelle come lei non esiste l’una o l’altra; vanno di pari passo. La libertà, come la felicità necessita di una condivisione. Possiamo pretendere di trovare la libertà estrema in un mondo in cui vivono diversi esseri viventi e specie, eppure questa non è come la si immagina; o meglio come la nostra mente la proietta. Qualcuno disse:”happiness is true only when shared”, ma se non hai nessuno con cui condividerla? Cosa ti rimane? Un emozione che non puoi condividere ti resta dentro e ti divora.

Quindi decise di fare nuovamente un grande passo: tornare indietro per trovare cio’ di cui aveva realmente bisogno, la felicità.

Ella aveva sbagliato fin dall’inizio, stava puntando all’obbiettivo errato: era già libera perchè non importa dove tu sia o con chi tu sia, se hai una mente pensante, i tuoi ideali, e il controllo della tua vita, non hai bisogno di ricercare la libertà altrove, essa è con te, dentro di te.

Perciò le mancava qualcos’altro e non era qualcosa che potesse essere trovato con la sua genialità e la sua forza interiore, bensì era qualcuno che potesse cambiarle la vita. Ella aveva bisogno di qualcuno che fosse simile, diverso e premuroso con lei. Aveva bisogno di quella parte che lei non aveva mai avuto per poter riempire quel vuoto che accresceva dentro di lei. Sebbene ella avesse trovato la causa del suo mal di vivere, non poteva far nient’altro, poteva solo stare lì ad aspettare che quel qualcuno sarebbe arrivato. Così decise di continuare a provare a vivere nel suo mondo fatto di follie, avventure e speranze ed era più che sicura: un giorno avrebbe trovato la sua parte mancante, la sua metà che avrebbe definitivamente colmato quel vuoto, regalandole una vita piena di libertà e felicità.

 

 

Disprezzo

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Avete presente quella sensazione di disprezzo che provate nei confronti di qualcuno o di una situazione? Avviene durante diversi processi, ma quello su cui voglio farvi riflettere è l’amore. Nel caso preso in considerazione, esistono diverse fasi prima di giungere a quella che io definisco di sdegno.

La fase iniziale è quindi quella dell’innamoramento che a sua volta contiene altre fasi (l’attrazione fisica, l’infatuazione) e che appare come perfetta e felice. Inizi a provare qualcosa di diverso, qualcosa che non avevi mai provato e più passa il tempo, più questo sentimento cresce; e tu provi, riprovi con tutte le tue forze a darti delle spiegazioni, e nonostante tutto ciò alla fine intuisci che non esiste una risposta adatta alla tua condizione emotiva. Rimane la speranza, e speri di poter provare quelle emozioni per sempre perchè seppur è vero che scombussolano la tua esistenza, ti piacciono e non puoi farne quasi a meno, diventano la tua droga.

La fase successiva è quella che definisco fase ambigua perchè inizia a manifestarsi un altro sentimento, contrario e opposto, ovvero l’odio. Catullo scriveva: ”odio e amo. Forse chiederai come sia possibile; non so ma è proprio così e mi tormento”. E’ un odio diverso dagli altri, un odio che si tramuta in amore in pochi secondi, minuti, ore o giorni. E’ qualcosa di dannatamente incoerente: come puoi odiare e allo stesso tempo amare una persona? Eppure è così, non ha niente di razionale e logico. Vorresti uccidere quella persona e un attimo dopo vorresti soltanto abbracciarla e renderla felice.

Sebbene queste due fasi si presentino sempre (almeno all’inizio), queste continuano per tutto il periodo ”amoroso” se e solo ambedue gli individui provano gli stessi sentimenti e sono sinceri l’uno con l’altro. Ma cosa succede se colui/colei che è veramente innamorato scopre che l’altro sta solo mentendo e simulando un falso interesse per puro divertimento? E’ proprio qui che sopraggiunge il disprezzo che quindi nel nostro caso nasce da insincerità e falsità.

Perchè dobbiamo sempre mentire e giocare con i sentimenti altrui? Siamo adulti oppure no? Basterebbe un po’ di coraggio per ammettere ciò che si vuole o ciò che non si vuole invece siamo tutti dei codardi, e se c’è qualcuno che è veramente sincero, viene considerato pazzo. Ma in fin dei conti è proprio questo l’amore: è follia, avventura, diversità! Ti rende forte e infantile allo stesso tempo e credimi se trovi una persona che possa farti provare tutto questo, sei già fregato.